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venerdì 21 gennaio 2011

Settimana di Preghiera per l’unità dei Cristiani

“Uniti nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nello spezzare il pane e nella preghiera”: Questo il tema della settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani iniziata il 18 e che si concluderà il 25 gennaio 2011. Se ne parla a Mosaico “Dentro la storia” insieme a Mons. Vincenzo Paglia, presidente della “Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso” e al Pastore Massimo Aquilante, presidente Fcei (Federazione delle chiese evangeliche in Italia). Sei servizi, due esperienze ecumeniche, una dal mondo dei focolari, l’altra da quello valdese. (CLICCA QUI PER RIVEDERE LA PUNTATA)

Appuntamenti a Campobasso:
18 gennaio ore 19.00 – Chiesa Valdese (Via Cavour)
22 gennaio ore 17.00 – Chiesa S. Pietro Apostolo: Marcia della pace
23 gennaio ore 10.30 – Chiesa della Riconciliazione (Dopolavoro Ferroviario)
25 gennaio ore 19.00 – Chiesa della Libera

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domenica 2 gennaio 2011

Parola di Vita Gennaio 2011

“La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune” (At 4,32).



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martedì 14 settembre 2010

Beatificazione di Chiara Badano – 2



CHIARA LUCE BADANO, 18 anni (1971-1990)
Migliaia i partecipanti previsti, soprattutto giovani, da più di 40 Paesi dei 5 continenti
Sono un crescendo le prenotazioni per partecipare agli eventi in programma per la beatificazione di Chiara Luce Badano: dall’Australia al Kenya, dall’Olanda alla Giordania, dalla Cina alla Colombia. Ovunque i giovani inventano mille iniziative per raccogliere i fondi necessari per il viaggio. “Mentre la società ci porta ad allontanarci da tutto ciò che è sofferenza e disagio, Chiara Luce ci insegna ad abbracciare le difficoltà” (Paolo - Italia). “Attira il trionfo della vita e della gioia”. “Chiara Luce ci ha tracciato una scia da seguire.” (Tatenda - Sudafrica). “È un modello per tutti i giovani. Mi aiuterà ad andare controcorrente.” (Elsy- USA). Qualche flash dai giovani che si stanno preparando a venire a Roma…
Clicca qui per leggere tutto


Sabato 25 settembre 2010 - ore 16
S. MESSA CON RITO DI BEATIFICAZIONE
Santuario della Madonna del Divino Amore (Roma)
Presiede Mons. Angelo Amato, Prefetto Congregazione Cause dei Santi


Sabato 25 Settembre 2010 - ore 21
FESTA CON CHIARA LUCE BADANO
Aula Paolo VI – Città del Vaticano – con maxischermo in Piazza S. Pietro


Domenica 26 settembre 2010 – ore 10,30
S. MESSA DI RINGRAZIAMENTO
Basilica di San Paolo fuori le Mura –Roma
Presiede Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato


Domenica 26 settembre 2010 – ore 12
ANGELUS DI PAPA BENEDETTO XVI
in collegamento con la Basilica di San Paolo fuori le Mura
“Chiara Luce Badano LIFE LOVE LIGHT” è il titolo della serata del 25 settembre, preparata dai giovani per i giovani. È un elemento di novità per comunicare la sua vita con il linguaggio del teatro, della musica, delle testimonianze.


Segui la diretta su internet
Maggiori informazioni e materiale da scaricare


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sabato 13 marzo 2010

La forza viva del carisma dell’unità

Le iniziative nel mondo e il messaggio di Maria Voce per il 14 marzo 2010, secondo anniversario della dipartita di Chiara Lubich.
Diretta internet dal Campidoglio.

«In questi giorni vengono ricordati in molti Paesi del mondo la figura e il pensiero di Chiara Lubich. Tale ricorrenza ci offre l’occasione di ringraziare Dio per il grande dono che è Chiara per l’umanità e di rimettere a fuoco la forza viva del carisma dell’unità, che ha raggiunto persone di culture, tradizioni e fedi diverse.
Sperimentiamo giorno per giorno che Chiara non ci ha lasciato e continua ad operare, particolarmente attraverso la vita delle nostre comunità, in ogni angolo della terra, illuminando e rinnovando la società attuale».
Così si esprime Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, rivolgendosi a tutti i presenti alle celebrazioni per il secondo anniversario.
In questi giorni, infatti, si stanno moltiplicando spontanee in tutti i continenti le più varie iniziative, non solo per ricordare la figura di Chiara, ma anche per dischiudere a tanti la sua eredità nell’attuale momento di crisi globale, e di ricerca del nuovo.
Momenti ecumenici a Mosca e a Bucarest, e interreligiosi ad Hong Kong (nel 40° dell’arrivo del Movimento dei Focolari in questa terra); a Gerusalemme, sul Monte Sion, dove la tradizione dice che Gesù ha pregato per l’unità, cristiani, ebrei e musulmani parteciperanno ad un cerimonia dove  verranno dedicati a Chiara 8 alberi di ulivo.
Manifestazioni culturali: a Roma e a Milano i Comuni ospitano due convegni alla presenza di autorità religiose e politiche, dal titolo “Chiara Lubich: una vita per l’unità”, a 10 anni dal conferimento al Campidoglio della cittadinanza romana e “Semi di fraternità per un mondo più unito”.
L’impatto del carisma di Chiara Lubich nel mondo dell’economia sarà approfondito nell’Università di Reggio Emilia. Della “comunicazione nell’era dei new media: lo stile di Chiara Lubich” si parlerà a Parma. Non mancheranno manifestazioni artistiche: balletto classico e concerti.

Numerose le Messe, molte presiedute dai vescovi a cui seguiranno incontri aperti con testimonianze e approfondimenti della spiritualità dell’unità, sulla riscoperta di “Dio Amore” da cui tutto ha avuto inizio. A Roma, nella Basilica di San Giovanni in Laterano celebrerà l’Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della cultura; a Milano, il card. Dionigi Tettamanzi; a Santiago del Chile, l’arcivescovo card. Francisco Javier Errázzuriz Ossa; a Instanbul, con S.E. Mons Pelatre. Così a Santo Domingo (Repubblica Domenicana) col card. Lopez Rodriguez, a Hong Kong col card. Zen. E ancora, per citarne solo alcune: a Spalato (Croazia), a Bucarest (Romania), Melbourne (Australia), Salvador de Bahia e Aracaju (Brasile), a Iringa (Tanzania), Montreal (Canada).
Negli Stati Uniti, (Hyde Park, nei pressi di New York) alla Messa celebrata dall’Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore permanente delle Santa Sede all’Onu, seguirà la celebrazione del conferimento del Premio Luminosa 2010 per l’Unità.

Eventi di ogni genere – ad oggi oltre 400 nel mondo - che testimoniano fin dove è arrivato lo spirito d’unità, e con quale gratitudine si ricorda a Chiara Lubich. «Come possiamo esprimerle nel modo migliore il nostro grazie?» - Conclude nel suo messaggio Maria Voce. - «Andiamo avanti insieme, sulla sua scia, a vivere l’Ideale per cui Chiara ha dato la vita: la fraternità universale.»

Domenica, 14 marzo 2010 ore 17:00
L’omaggio della città di Roma a Chiara Lubich, Fondatrice del Movimento dei Focolari
a 10 anni dal conferimento della cittadinanza romana ed a due anni dalla conclusione della sua vicenda terrena.
Guarda la diretta internet (clicca qui)


sabato 13 febbraio 2010

Un Anno sacerdotale

Pubblichiamo l'articolo apparso nel giugno scorso su "Città Nuova", quindicinale del Movimento dei Focolari, a firma di Aurelio Molé


IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE

Un anno speciale dedicato ai preti di tutto il mondo. Tra nuove sfide e speranze.

Preti pedofili o omosessuali, il parroco che scappa con l’amante, il vescovo che ruba dalla cassa della Chiesa. Il circuito mass mediatico mondiale è assetato di notizie negative sul mondo dei sacerdoti. Perché? Forse perché, anche solo inconsciamente, si è sedimentata nella nostra cultura l’idea del sacerdote come uomo perfetto. Motivato, certamente, anche dall’esempio costante nei secoli di ecclesiastici esemplari per condotta e virtù. Il sacerdote nell’immaginario collettivo resta colui che più si dovrebbe avvicinare ad essere l’imitazione reale di Cristo.


Per questo stridono ancor più e fanno notizia quei relativamente pochi sacerdoti che sono coinvolti in gravi situazioni immorali o delittuose. Semplicemente, non ce lo aspetteremmo. Le notizie strillate dalle cronache allentano, però, le maglie della fiducia della gente verso la figura del sacerdote e un’istituzione, la Chiesa, che spesso rimane l’unica certezza in un mondo, soprattutto nel vecchio continente, alla deriva verso un declino, forse inesorabile, egemonico e culturale.
I dati statistici, del resto, confermano che, sebbene la presenza dei cattolici nel mondo resti pressochè costante al 17,33 per cento (dati aggiornati al 2007), il calo delle vocazioni sacerdotali si presenta, in modo particolarmente pronunciato, nel cosiddetto Primo mondo. In Europa è avvenuta una diminuzione del 6,8 per cento, in Oceania del 5,5 per cento e in America la situazione è stazionaria, così come in Italia. Si rilevano degli aumenti delle vocazioni solo in Africa e in Asia, rispettivamente del 27,6 e del 21,2 per cento. Ne risulta nel complesso una crescita numerica dei sacerdoti a livello mondiale (da 405.178 nel 2000 a 408.024 nel 2007) che però non deve ingannare.

Siamo di fronte - scrive Giuseppe De Rosa di Civiltà cattolica - a «una tendenza che difficilmente cambierà di segno nel futuro, dato il crescente secolarismo esistente nel mondo moderno, la crisi della famiglia rimpicciolita che non riesce più a trasmettere ai figli i valori cristiani e umani che possono disporre i giovani all’ascolto della chiamata al sacerdozio, e anche la rarefazione di figure sacerdotali che possano costituire un modello di vita».
Le conseguenze appaiono evidenti sulla qualità della vita dei sacerdoti e delle relazioni tra di loro e con le comunità. Molte parrocchie, in Europa e in America, restano senza preti. Si moltiplica il lavoro «con notevoli difficoltà per la propria vita spirituale e culturale». Con il rischio che la vita del prete si riduca a una serie di funzioni sacre senza rapporti profondi con i suoi prossimi.
Questo è un po’ lo scenario che i massmedia rischiano di far passare riguardo alla realtà dei sacerdoti che, pur presentando indubbiamente dei deficit, non può essere ridotta a questi aspetti. Ci sono esperienze di vita, di rapporti a livello ecclesiale e sociale che non vanno dimenticati, ma anzi messi in luce, memori del proverbio africano: «Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce».

È su questo sfondo che si colloca l’annuncio dell’Anno sacerdotale fatto da papa Benedetto XVI, un anno speciale non solo per i preti ma per tutta la Chiesa in occasione del 150° anniversario della morte di san Giovanni Maria Vianney, il Curato d’Ars, con lo scopo di pregare e riflettere oggi sulla bellezza e l’eccezionalità della vocazione al sacerdozio. «Dio - scrive il papa - è la sola ricchezza che, in definitiva, gli uomini desiderano trovare in un sacerdote». E Gregorio Magno, uno che se ne intende, diceva che "l’arte delle arti" è la capacità di condurre a Dio le persone affidate al nostro servizio. L’anno avrà la sua apertura ufficiale il 19 giugno prossimo.
La missione del sacerdote andrà nuovamente declinata nella dimensione ecclesiale, comunionale, gerarchica e dottrinale. Quattro aspetti intimamente correlati che suggeriscono l’dea di un’identità da rimettere in luce.

In quest’ottica sarà sostanzialmente un anno positivo e propositivo, «in cui la Chiesa - scive il card. Claudio Hummes, prefetto della congregazione del Clero - vuol dire innanzitutto ai sacerdoti, ma anche a tutti i cristiani, che è fiera dei suoi sacerdoti, li ama, li venera, li ammira e riconosce con gratitudine illoro lavoro pastorale e la loro testimonianza di vita». Nella stragrande maggioranza, infatti, siamo testimoni, nella quotidianità della nostra vita, che i sacerdoti «sono persone molto degne», impegnate con grandi sacrifici personali e grande generosità verso tutti gli uomini e le donne.
Per questo Città nuova sarà impegnata a seguire le varie fasi di questo anno, mettendo in rilievo esperienze significative, quel "nuovo" che lo Spirito non manca di suscitare, riscoprendo i segni di speranza per la Chiesa e per l’umanità.


La sola ricchezza del sacerdote

L’iniziativa del papa è senz’altro dettata dalla difficile situazione che il prete vive oggi sulla sua pelle, nella Chiesa e nella società. E ciò nonostante le preziose indicazioni del Vaticano II e di quanto ne è seguito. Perché?, viene da chiedersi. La crisi appare infatti profonda e con consistenti conseguenze a medio e lungo termine.
La risposta non è né immediata né semplice. È tutto il popolo di Dio, nella ricchezza e varietà delle sue vocazioni e dei suoi compiti, che paga i costi dell’esodo da un modello di Chiesa pensato per una determinata situazione storica che ormai ha fatto il suo tempo. Il Vangelo – è vero – è sempre nuovo e sempre contemporaneo a ogni momento della storia: ma proprio per questo, nella fedeltà al suo inalterabile Dna e ai preziosi guadagni della tradizione, è necessario aprirsi disarmati, qui e adesso, al soffio dello Spirito per capire dove andare e come fare.
Ciò, ripeto, vale in primo luogo per l’intero popolo di Dio: di cui i preti sono un’espressione qualificata come lo sono gli altri carismi e ministeri nella Chiesa. E forse è proprio questo il punto – spirituale, teologico, pastorale – che occorre mettere a fuoco quest’anno. Nella luce dell’autentico e ancora attualissimo messaggio del Vaticano II e insieme sapendo leggere e sapendo far fruttificare per la vita di tutta la Chiesa quelle iniezioni di luce e di energia vitale che certo non sono mancate, in questi ultimi decenni, nella sua esperienza.
La questione, a ben vedere, non è quella – perdente in partenza – di voler arginare o rimontare una crisi che, di fatto, è sotto gli occhi di tutti e che chiede qualcosa di profondo. Ma piuttosto quella di chiedere al Vangelo – che parla nella Chiesa e al mondo per il soffio dello Spirito – che cosa dobbiamo fare o, meglio, che cosa dobbiamo essere per accogliere e testimoniare il dono di Dio.

Indicendo un “Anno sacerdotale”, Benedetto XVI ha detto infatti a chiare lettere che «Dio è la sola ricchezza che, in definitiva, gli uomini desiderano trovare in un sacerdote». Ciò diventa realistico – oggi – quando il prete si rende testimone credibile di quella presenza di Dio nella storia che è Gesù vivente e operante tra «due o più riuniti nel suo nome». Lì è la Chiesa. Espressione efficace di tutto il popolo di Dio in comunione col papa, i vescovi, i molteplici carismi dello Spirito e gli innumerevoli cammini di servizio all’uomo nella vita di tutti i giorni e negli ambiti più diversi della vita sociale.
Solo se vissuto “in relazione”: nel presbiterio insieme al vescovo, con le altre vocazioni nella comunione della Chiesa, nella capacità del dialogo con tutti – e mai preso a sé stante o pensato in maniera verticistica – l’indispensabile e affascinante servizio del prete può tornare a fiorire e a fare storia. Sprigionando al meglio la sua specificità: guidare con autorevolezza e in spirito di servizio verso le sorgenti inesauribili dell’amore di Dio che Gesù ci offre con generosità. Come, a dire il vero, in tante forme e in tante situazioni, anche se per lo più in sordina, già oggi accade.
Piero Coda


Un anno coi Focolari

Il contributo dei sacerdoti dei Focolari si esprimerà soprattutto nelle diocesi, incrementando la fraternità sacerdotale, a cominciare dai sacerdoti più giovani e anziani e quelli in difficoltà. E’ prevista una speciale attenzione all’inizio e alla conclusione dell’anno, in collaborazione con la Congregazione per il Clero e con altre aggregazioni sacerdotali. Inoltre è in cantiere un simposio all’Istituto universitario Sophia a Loppiano sull’identità del ministero sacerdotale. In particolare si punterà a far conoscere esperienze e realizzazioni che possono indicare vie per il futuro. Come fonte d’ispirazione e di rinnovamento, l’editrice Città nuova pubblicherà quattro volumetti, uno per stagione, con 365 pensieri, gustose pillole ricostituenti, tratti dai padri della Chiesa, dal Concilio e dai papi, dai santi e da testimoni, fra cui Chiara Lubich. Il sogno è sempre lo stesso, ben sintetizzato da Toni Weber, un sacerdote svizzero scomparso venti anni fa che ha formato centinaia di sacerdoti: contribuire a «far casa ai sacerdoti», a trovare, per chi ha lasciato tutto, una nuova famiglia, radicata nella vita fraterna e di comunione tra i sacerdoti.



martedì 15 settembre 2009

Può un politico essere santo?


Il Movimento dei Focolari presente in Diocesi annuncia, con gioia, la chiusura ufficiale della fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del
Servo di Dio
IGINO GIORDANI
(Tivoli 1894 – Rocca di Papa 1980)
che avverrà
Domenica 27 settembre 2009 - ore 16,30
presso il
Centro Internazionale Movimento dei Focolari
a Rocca di Papa (Roma)

Igino Giordani è una delle figure più rappresentative della cultura del Novecento. Padre di 4 figli, scrittore, giornalista, politico, ecumenista e patrologo confondatore del Movimento dei Focolari, fornì un contributo importante al dispiegarsi del carisma dell’unità specie nel mondo della famiglia, dell’ecumenismo, della politica e nei diversi ambiti della società.
“Perché la Chiesa tutta trovi in lui un modello, un testimone del Vangelo, laico fedele e modello di comunione”. Così l’8 dicembre 2000 mons. Pietro Garlato, allora vescovo di Tivoli, annunciava con una lettera a Chiara Lubich, la sua decisione di far avviare il processo di beatificazione di Igino Giordani.
La fase diocesana del processo si concluderà, appunto, domenica 27 settembre 2009, dopo 5 anni di lavoro: 2500 le pagine degli atti processuali. I censori teologi hanno esaminato 98 libri e più di 4.000 articoli; i periti storici, 120 faldoni di scritti inediti, costituiti da oltre 60.000 pagine. Si ha, inoltre, documentazione di più di 50 grazie ricevute per intercessione di Giordani. Tra queste il postulatore della causa sceglierà quella da sottoporre al giudizio della Chiesa per l’accertamento del miracolo.

La cerimonia conclusiva si svolgerà al Centro Internazionale dei Focolari di Rocca di Papa, nella cui cappella sono custodite le spoglie del Servo di Dio e di Chiara Lubich. Sarà il nuovo vescovo, appena insediato nella diocesi di Frascati, mons. Raffaello Martinelli, a presiedere, alle ore 16.30, l’atto giuridico, che sarà preceduto dall’intervento dell’attuale presidente dei Focolari, Maria Voce.

Diretta video in collegamento internet: www.iginogiordani.info


sabato 27 giugno 2009

L'Europa dello Spirito: Insieme per l'Europa

Carissimi amici,
desideriamo rendervi partecipi della manifestazione “Insieme per l’Europa 2009”, (clicca qui) organizzata quest’anno in diverse nazioni del nostro continente, sotto l’impulso del grande evento tenutosi a Stoccarda prima nel 2004 e poi nel 2007 (clicca qui).
Collegata idealmente alle altre manifestazioni analoghe che già si stanno svolgendo nell’anno in varie città d’Europa, in Italia ci ritroveremo il

19 e 20 settembre 2009
a Loppiano, località Incisa in Valdarno (FI)),
sul tema:
“Sulla tua Parola… camminiamo insieme”

Il Convegno italiano (qui le notizie del convegno francese) intende essere un’occasione per approfondire insieme le linee di un cammino di comunione intrapreso da oltre 250 Movimenti e comunità cristiani di diverse denominazioni, che, pur nella diversità dei carismi, lavorano per offrire una forte testimonianza di unità nel cuore dell’Europa e tessere rapporti di fraternità tra uomini e donne di varie nazioni, culture, fedi, lingue, ceti sociali.
Questo incontro desidera allargare la rete di comunione tra movimenti e realtà ecclesiali presenti in Italia e offrire, grazie alla condivisione delle esperienze, una risposta possibile alle ferite della nostra società, ai bisogni che emergono, alle sfide che ci attendono.
In questo modo l’Italia vorrebbe dare il proprio contributo per costruire con uomini e donne degli altri Paesi “l’Europa dello Spirito” sognata da Giovanni Paolo II: vorremmo tessere insieme una rete di fraternità europea capace di esprimere amicizia e fiducia reciproca e manifestare in concreto l’esperienza di una possibile fratellanza universale, per realizzare la preghiera di Gesù “ut omnes unum sint”.

Comitato Organizzatore per l’Italia:
Tel. 06-94798141
Fax. 06-94288527
e-mail: infoipe.italia@gmail.com

Per la Diocesi Campobasso-Bojano: cdal.cb@tiscali.i


mercoledì 3 giugno 2009

L'ultimo volo

Matteo Massimiani è un ragazzo di Avezzano (L'Aquila), che nel giugno del 2003 ha lasciato questa vita a causa di un incidente, mentre si stava allenando in bicicletta. Attraverso le testimonianze di alcuni tra quelli che lo hanno conosciuto, si è cercato di realizzare un video che possa farlo scoprire a tanti giovani di oggi che cercano la felicità, una dimensione di amore grande che Matteo ha dimostrato di possedere.
Verrebbe da dire: "un angelo prestato alla terra" per un breve tempo, e che ci ha lasciato con la nostalgia di poter essere presto dove lui è, in quella pace e gioia di Dio che nessuno ci potrà più togliere.
Il Movimento dei Focolari, unitamente alla sua famiglia, ha realizzato un DVD intitolato "L'ultimo volo" che racconta la sua vita.
Di seguito il trailer di presentazione del video realizzato dal regista Gerardo Carmineo 
(leggi qui). 


lunedì 11 maggio 2009

Pellegrinaggio Diocesano "Sulle orme di San Paolo"

Pubblichiamo la testimonianza del nostro amico Vincenzo che ringraziamo per averci fatto parte della sua esperienza del recente Pellegrinaggio Diocesano.

"Nel recente viaggio sulle orme di San Paolo, effettuato dalla nostra Diocesi per festeggiare l’anniversario dell’Apostolo delle Genti, siamo stati gratificati spiritualmente, grazie all’eccelsa guida spirituale del nostro Pastore, ma abbiamo parimenti goduto di un Paese ricco di grandi attrattive turistiche, che stanno facendo della Turchia uno dei paesi turisticamente più ambiti.
La Turchia, ponte tra Oriente ed Occidente, conserva su tutto il suo territorio le tracce delle più antiche civiltà del mondo, un patrimonio storico-culturale ricchissimo, una posizione geografica straordinaria, una natura pura e incontaminata.
Ma una nota dolente ha contraddistinto il nostro pellegrinaggio e ci ha pervasi di tristezza tutti noi. Giunti ad Antiochia di Siria, ci siamo ritrovati in una comunità di solo 70 cristiani, lì dove si conserva la memoria della primitiva chiesa di Gerusalemme, rifugiatasi ad Antiochia a seguito dell’uccisione di Stefano e della persecuzione dei primi cristiani.
Il nome “cristiano” viene coniato proprio ad Antiochia. In questa città ricca di rovine romane, è nata la chiesa primitiva sotto la guida di S. Pietro e di S. Paolo. Una chiesa la cui professione di fede si è affievolita nel corso dei secoli fino ad annientarsi del tutto.
A Tarso, città natale dell’apostolo missionario, solo due cristiani: le due suore bergamasche che possono fare ben poco. Un giorno una delle due suore giocava con una palla con una bimba davanti alla loro cappella allorché sopraggiunse il sindaco di Tarso che rimproverò la suora perché con la scusa della palla intendeva fare proselitismo! Qui si avverte drammaticamente la conflittualità con il mondo islamico, che è geloso della propria religione islamica.
Ad ogni modo, ripercorrendo con varie ore di aerei e pullman, tutto il percorso dell’apostolo S. Paolo, abbiamo potuto verificare l’audacia, il coraggio e la grande fede di quest’uomo che, privo dei nostri moderni mezzi di trasporto, solo a piedi o in barca, ha percorso migliaia di chilometri per diffondere la buona novella al mondo allora conosciuto.
Ad Efeso abbiamo potuto sperimentare l’altra prova di Maria, l’esilio dalla sua terra in compagnia dell’apostolo Giovanni, sulla cui tomba ci siamo fermati in preghiera.
E, allora, stretti nel disagio di non poter rivivere in questa terra musulmana, culla del cristianesimo, la nostra fede negli antichi luoghi di culto, ora divenuti musei, ci rimane il conforto della gradita udienza con Bartolomeo I a Istanbul, con lui abbiamo sentito riaffiorare l’orgoglio di essere cristiani e lo scandalo di essere divisi fra noi.
Quando ho chiesto a sua santità il patriarca ortodosso quando potrà aver fine questa nostra divisione, mi ha invitato a pregare, solo a pregare affinché possiamo tornare ad essere uniti.
Commovente è stato il suo richiamo affettivo a Chiara Lubich e la sua promessa di tornare nell’unico ovile.
Nel contesto in cui attraversavamo l’“aridità” di una terra a noi ostile, ci siamo ritrovati maggiormente uniti fra noi nella nostra fede, con il nostro Vescovo che ci rileggeva tutte le epistole paoline e ce ne spiegava il senso teologico. Si direbbe, che abbiamo tenuto i nostri esercizi spirituali sul pullman e officiato nella più alta contemplazione le sante messe nei saloni degli alberghi.
Personalmente, senza avvedermene, ho vissuto appieno la parola di vita del mese “usando bene i doni di Dio e mettendo al servizio degli altri i carismi ricevuti”.
Sapevo che la presenza del Vescovo era un valore aggiunto al pellegrinaggio e la sua amicizia e le sue meditazioni hanno coinvolto tutti. Si è verificato che io entravo spesso ad interferire nelle meditazioni e nelle osservazioni del nostro Pastore integrandole delle mie personali vedute o esperienze di vita, rimanendone tutto l’uditorio molto colpito. Il mio pormi al servizio di tutti e il mio farmi tutto a tutti non è stata furba tattica diplomatica per simpatizzare con gli amici del gruppo ed essere in sintonia e amicizia fraterna. Ero pieno di grazia per l’opportunità di vivere in modo esaltante l’esperienza religiosa che ci coinvolgeva tutti, ma io ne ero completamente pervaso. Non ero più io che agivo; era solo frutto della grazia.
Insomma, quando ci è capitato di unirci in albergo con un gruppo di pellegrini milanesi, desiderosi anch’essi di celebrare insieme l’Eucaristia, il Vescovo ha voluto che fossi io a presentare il nostro gruppo e a spiegare il senso del nostro pellegrinaggio. Tanti amici mi chiedevano insistentemente da cosa traesse spunto la mia fede, rispondeva loro che la mia coerenza a Cristo mi obbligava ad essere in sintonia col vangelo, altrimenti vivevo già il mio inferno in terra, perché tradendo chi mi è di guida e che da senso ai miei giorni, mi rendono privo di entusiasmo e di gioia.
Nei momenti morti del viaggio ho creduto di mettermi anche in gioco con gli amici facendoli divertire con i miei stornelli ironici riguardanti tutti noi del gruppo. Ara anche questa una forma per manifestare nella gioia la nostra unità piena.
Ma se io ero animato dall’euforia di vivere nella grazia il pellegrinaggio, l’amica Astrid, voluta caparbiamente dal Vescovo nel pellegrinaggio, tornata dopo tanti anni nella sua terra turca, è stato il vero motore del gruppo. Ci è stata di aiuto come interprete, ma anche per farci capire la mentalità del luogo, sempre serena e disponibile. Sicché, una delle ultime sere ci siamo ritrovati insieme in albergo a fare il bilancio del viaggio. Molti hanno chiesto al Vescovo come poter vivere pienamente la propria fede e dare vigore alla propria testimonianza nella rispettiva parrocchia.
Ebbene, non me lo aspettavo proprio, additando Astrid e me, consigliava di entrare in un gruppo per sentirsi più ferventi, come io e Astrid lo siamo nei focolarini, così altri possono trovare o ritrovare il proprio senso di essere cristiani oggi negli altri movimenti presenti a Campobasso, per sentirsi comunità viva e partecipare alla vita della Chiesa attivamente".

Vincenzo


lunedì 20 aprile 2009

Una cultura nuova: risposta alle sfide di oggi

Quattro giorni per vivere in Famiglia con l'unico scopo di amarsi reciprocamente! 
Questo lo scopo della Mariapoli di Abruzzo e Molise che si svolgerà da giovedì 30 aprile a domenica 3 maggio 2009 presso il Salone Polivalente dell'Hotel Panoramic di Tortoreto (TE).

Le prime Mariapoli nascono negli anni dell'immediato dopoguerra. Ogni estate, sui monti del Trentino, al primo gruppo del Movimento dei Focolari nascente, si unisce un numero sempre maggiore di giovani, famiglie, operai, professionisti, politici. 
Si va quindi componendo la Mariapoli (città di Maria), bozzetto temporaneo di una società rinnovata dall’amore evangelico. Si incontrano sud-tirolesi e italiani, francesi e tedeschi, che vedono sciogliersi odi e rancori, retaggio della guerra. Vi fanno visita personalità politiche come il Presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, deputati e senatori.
La nota dell'internazionalità caratterizza ben presto il Movimento in rapida espansione, dapprima in tutta Italia, poi, dal 1952, negli in altri paesi d’Europa e dal 1958 nei continenti. 
Nel 1959 sono più di 10.000 le persone che giungono alla Mariapoli di Fiera di Primiero, nel Trentino. Vi sono rappresentati 27 Paesi, non solo d’Europa, ma anche di altri continenti, come il Brasile e Taiwan. 
In quella Mariapoli e poi, nel 1960, a Friburgo, Chiara Lubich, parlando a gruppi di diverse nazioni dell'unità dei popoli, trasferisce al rapporto tra le nazioni la legge evangelica dell’amore, e propone di “amare la patria altrui come la propria”. 
Le Mariapoli si ripetono tutt’oggi nei 5 continenti.

In questa Mariapoli una particolare attenzione verrà dedicata alle sofferenze legate al recente terremoto in Abruzzo. Una "Caccia al tesoro" è prevista per il sabato 2 maggio pomeriggio, a Tortoreto Lido, tra gli alberghi in cui risiedono tanti aquilani. Domenica 3 maggio poi, la Mariapoli si concluderà celebrando la S. Messa al Palazzetto dello Sport di Roseto dove saranno invitati gli aquilani presenti negli alberghi del posto.


sabato 18 aprile 2009

Net-one: Comunicare per un mondo unito


Settimo Meeting on line
Sabato 18 aprile 
dalle 15 alle 16 (ora italiana)

In diretta internet da Ariccia, dove sarà riunita NetOne Italia, Maria Rosa Logozzo si ricollegherà con una sua riflessione al tema del Convegno: 

Media: dalla crisi una rinascita.

Seguirà un breve stralcio video di Chiara Lubich al congresso di fondazione di NetOne nel giugno 2000 e tre interventi, uno dalla sala di Ariccia e due da Uruguay e Camerun.
Per tutto il corso del programma resterà attiva una chat (testuale e audio), che permetterà di intervenire in diretta. Il contatto skype a cui collegarsi è: netone_chat.



domenica 12 aprile 2009

Una lezione di dignità

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di un membro del Movimento dei Focolari impegnata con la Caritas nel sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo.

"Questa mattina io e Chiara siamo andate in uno degli hotel di Pescara dove sapevamo che erano arrivati delle persone terremotate dall'Aquila. Prima di entrare ci siamo dette di volerci amare reciprocamente, perché volevamo portare a queste persone solo il Suo Amore .
Io mi presento alla hall, mentre Chiara si avvicina subito ad una signora anziana, seduta su un divanetto, sola e triste. Comincia a parlarle, le chiede come sta, come stanno i suoi familiari... mi avvicino anch'io. Ci racconta con le lacrime agli occhi - bellissimi occhi azzurri - di quella notte tremenda. La casa è distrutta, come quella dei suoi familiari. È lì con una figlia, nipoti e pronipoti, tutti miracolosamente salvi. Suo marito è ricoverato all'ospedale, lo era anche all'Aquila. Ci chiede chi siamo e chi ci manda: rispondiamo che collaboriamo con la Caritas. Lei si illumina e dice: “La caritas, la caritas! Avevo una vicina di casa che mi chiedeva i soldi per la Caritas e io ne davo sempre tanti, tanti, e ora guarda un po', è proprio la Caritas che viene da me!” Noi le diciamo che le sta tornando tutto quello che ha dato. 
Diamo la nostra piena disponibilità al maitre dell'albergo che ci chiede di fermarci subito per servire a tavola: molti del personale sono in malattia. Mentre aspettiamo di iniziare arrivano altri volontari, così riusciamo anche ad organizzare meglio un punto di distribuzione di beni di prima necessità già allestito in una stanza dell'albergo. Cerchiamo di conoscerci subito anche con loro, cercando di instaurare un clima di viva cordialità. L'intesa e la collaborazione scatta immediata. Cominciano ad arrivare le persone alloggiate: prima sguardi smarriti e quasi timorosi di chiedere quello di cui avevano bisogno; li salutiamo calorosamente dando un benvenuto nella nostra città e mettendoci a loro disposizione. Li aiutiamo a cercare le cose di cui hanno bisogno: di Provvidenza ne è arrivata tanta, ma mancano anche molte cose. Facciamo la spola con la Caritas dove ci sono molti capi di abbigliamento, ma non troviamo tutto quello che serve. Iniziamo a scrivere una lunga lista di tutto ciò che occorre. Le persone cominciano a sciogliersi e iniziano a raccontare. Le storie sono esattamente quella che abbiamo sentito dalla tivù, ma sentirle dalla loro viva voce ci fa rabbrividire. Hanno la voce che trema quando raccontano e le lacrime agli occhi. Ma il loro dolore è molto composto, dignitoso, di gente che ben conosce i valori veri della vita. Non traspare la disperazione, almeno a noi sembra di non coglierla, ma questo non diminuisce la ferita profonda che portano dentro. Che lezione di dignità!
Molte persone si alternano in questa stanza, ma tutti, uscendo, ci ringraziano più volte. I loro ringraziamenti ci colpiscono e ci commuovono profondamente. Una signora arriva e ci chiede dei calzini: gliene diamo tre, ma lei ne prende solo un paio, dicendo di lasciarli a chi ne ha più bisogno. Siamo senza parole. Ne arriva un'altra e si ripete la stessa scena: “Verrò domani e prenderne degli altri, per ora bastano questi; dateli a chi può averne bisogno questa sera”. Questi nostri fratelli ce l'hanno nel sangue la vera solidarietà! 
Alcune signore anziane si fermano con noi e iniziano a raccontarci dei loro figli, dei loro parenti, degli amici, dei morti... li ascoltiamo con l'anima “in ginocchio”, quasi come davanti ad un tabernacolo: è questo il nostro Gesù di questa settimana santa: lo abbracciamo e lo sentiamo particolarmente “nostro”. Le nonnine se ne vanno con un sorriso, ringraziandoci a non finire.
Gli uomini “più maturi” mi hanno impressionato molto: nei loro racconti non c'è mai stata una parola di rabbia o di recriminazione su quanto era successo! Continuavano a dire di aver sempre incontrato persone molto gentili e disponibili come mai si sarebbero immaginate.
Sono bocconi amari da digerire, ma non c'è tempo per pensare: arriva una giovane mamma con un bimbo di due anni e una bimba in ospedale, nata prematura: pesa un chilo. Ha paura e stanchezza negli occhi: ha passato momenti indicibili. Dopo la forte scossa si è precipitata in ospedale, ma la bimba non c'era più: era già stata trasportata in elicottero a Pescara, nell'incubatrice, ma lei lo scopre qualche ora più tardi. E' qui a Pescara, ma suo marito, muratore, non ha il permesso dal datore di lavoro per stare con lei: se non lavora non viene pagato. Non ha parenti, nessuno che la può aiutare. Oggi è stata accompagnata da alcune ragazze all'ospedale. Prendo il bambino e lo porto fuori all'aperto a giocare: ha due anni e deve essere costantemente tenuto d'occhio. Davanti all'hotel hanno montato da qualche giorno una bella giostrina: un bellissimo trenino. Compero alcuni biglietti, spiegando al padrone la situazione. Mi fa pagare la metà. Massimo è felicissimo e ci facciamo tanti tanti giri... poi corriamo dietro ai piccioni: io abbraccio questo piccolo e in fondo al cuore vorrei abbracciare “idealmente” tutta questa gente che soffre, che piange...
Intanto è già arrivata Rosalinda con Anna e insieme vanno a comperare le cose che le persone hanno chiesto. Anna, pur non stando bene di salute va anche in ospedale per dare da mangiare ai malati che si trovano là. Io e Rosalinda,insieme ad altre volontarie, giovanissime, continuiamo a ordinare la provvidenza che continua ad arrivare e ad ascoltare le persone, che arrivano ad ogni ora, direttamente dall'Aquila. Si ripete puntualmente la stessa discrezione nel chiedere il necessario. Tutti si sentono davanti all'essenziale della vita e ripetono senza saperlo l'esperienza di Chiara, quando anche lei si chiedeva se c'era qualcosa che nessuna bomba - o terremoto, possiamo dire noi ora - potesse distruggere. Molti si davano la risposta da soli. Solo la fede aiuta a sperare e a ricominciare. Una giovane signora ci dice di aver scoperto la gratitudine per ogni piccola comodità: potersi lavare, avere un letto, un pettine...
Ad una nonnina manca la protesi dentale e mangia brodini da tre giorni. Ci attiviamo tutti nel cercare una soluzione. Lì sono arrivati alcuni studenti della facoltà di medicina di Chieti, che si mettono subito in contatto con degli amici: domani la nonnina andrà dal dentista. Arriva un signore che ci aveva chiesto delle camicie: erano arrivate ma erano anche già state date...non abbiamo il tempo di preoccuparci che arriva una signora con una busta piena non solo di camicie (molto belle, del marito morto qualche mese fa) ma di altri indumenti che ci avevano proprio richiesto. 
Domani verranno dimessi due bimbi appena nati e non abbiamo nulla per loro. Non passa tempo che arriva un’infermiera con pannolini e vestitini per neonati, chiedendoci se ne abbiamo bisogno. Siamo senza parole di fronte alla tempestività della provvidenza... il caso si ripete più volte. 
Andando via, questa sera, una delle volontarie diceva: “È come se ci conoscessimo da sempre”. È stato proprio così. Questo continuo essere fuori di noi ci ha fatti sentire una famiglia. Ci siamo scambiati i cellulari per coordinarci anche non essendo sul posto. Ci siamo detti reciprocamente un “grazie” che voleva forse esprimere la nostra gratitudine a questa grande lezione di dignità e umanità.
Continuiamo a lavorare e amare questa gente, sicuri che l'Amore di Dio non li abbandonerà mai."
Luisa



mercoledì 1 aprile 2009

Insieme “con gusto” per la Solidarietà

La comunità di Bimbo, villaggio vicino a Banguì la capitale della Repubblica Centrafricana, avrà un degno contributo per la costruzione del suo serbatoio dell’acqua.
Il Progetto sostenuto dal Movimento dei Focolari di Campobasso attraverso la Manifestazione Insieme “con Gusto” per la Solidarietà, svoltasi domenica 29 marzo, ha raggiunto pienamente il suo scopo.
Gli organizzatori esprimono un vivo ringraziamento a tutti i partecipanti al Pranzo di Beneficenza offerto dal COMITATO RISTORATORI CENTRO STORICO CAMPOBASSO composto dai Ristoranti del capoluogo: “I PECCATI DI BACCO”, “MAZZAMAURIELLE”, “IL POTESTA’”, “MISERIA E NOBILTÀ”, “MONTICELLI “ e “L’APPRODO”.
Un clima di famiglia e di amicizia reciproca ha caratterizzato il pomeriggio, ar-ricchito dalla presenza di Padre GianCarlo Maria Bregantini, Arcivescovo di Campobasso Bojano.
Da rapporti nuovi, vissuti anche nell’intendere l’agire economico, può nascere una economia attenta agli ultimi, una “Economia di Comunione”. Questa l’idea che ha attraversato l’intenso momento conviviale.
Il menù offerto dai ristoratori campobassani, frutto di maestria e semplici pro-dotti locali, ha riscosso un notevole successo ed ha testimoniato come il lavoro e l’amore dei campobassani possano varcare i confini della nostra piccola terra.

giovedì 12 marzo 2009

Chiara Lubich: consacrata al servizio dell'unità della famiglia umana


Mons. Angelo Spina, presidente della Consulta Regionale delle Aggregazioni laicali ha rivolto un messaggio a tutti gli appartenenti al Movimento dei Focolari in occasione del primo anniversario della scomparsa della loro fondatrice.

"Ad un anno dalla morte di Chiara Lubich - scrive Mons. Spina - la Consulta Regionale delle Aggregazioni laicali dell’Abruzzo e Molise vuole vivere in comunione con i fratelli del Movimento dei Focolari questo momento di memoria. Si è un memoria ma, come per ogni cristiano, si avverte ancora più viva tra noi, la fondatrice Chiara, testimone di un'opera straordinaria, consacrata al servizio dell'unità della famiglia umana, della pace e del dialogo tra le persone, tra i popoli e le culture, che continua ad espandersi nel mondo."
"Il suo ardore missionario e il suo carisma - prosegue nel messaggio - ha abbracciato tutti soprattutto quanti immersi nel vuoto della contemporaneità. Ora che è in silenzio dobbiamo imparare ad ascoltarla meglio e la potremo ascoltare solo se faremo unità tra di noi, se siamo veramente nell’unità. Vorremo quindi unirci nella preghiera a voi tutti per ringraziare il Signore di questo dono all’umanità e che i migliaia di semi d’amore da lei gettati, germinino sempre più per la costruzione del regno di Dio".
Il pensiero si conclude con un ringraziamento al Signore per la sua testimonianza e affinché "il Movimento continui la sua Opera con spiritualità instancabile dell’Unità."

Segui in diretta internet l’evento internazionale del 14 marzo dalle ore 16 alle 19,30

lunedì 16 febbraio 2009

A un anno dalla dipartita di Chiara Lubich


14 marzo 2008 – 14 marzo 2009

Numerose le iniziative in programma, in Italia e nel mondo, per ricordare la figura di Chiara Lubich e per continuare a vivere la sua eredità.

A Roma il 14 MARZO 2009:
Santa Messa - Basilica di Santa Maria Maggiore – Roma – ore 11,00
“Con Chiara” - Castelgandolfo (Roma) - Centro Mariapoli - dalle 16,00 alle 19,30
Aspetti inediti della sua vita dagli inizi sino agli ultimi giorni del suo viaggio terreno.
Tra i testimoni: Sergio Zavoli e il card. Stanislaw Dziwisz: Chiara e Lubich e Giovanni Paolo II (intervista videoregistrata).

La Comunità locale diocesana del Movimento dei Focolari sarà presente a questi momenti.
Il pulman partirà da Campobasso alle ore 6.30 di sabato 14 Marzo.
La giornata è aperta a tutti. Chiunque può aggregarsi - prenotandosi per tempo - e condividere così una giornata nel ricordo di Chiara, donna dell'unità e del dialogo.

Per informazioni: cdal.cb@tiscali.it
Clicca qui per il quadro aggiornato delle iniziative.

domenica 8 febbraio 2009

Dramma di Eluana: no alla sospensione dell’alimentazione

Alla famiglia esprimiamo vicinanza, rispetto e comprensione. Ma diciamo no a questa decisione che le procurerebbe la morte: Eluana non è un malato terminale, né è attaccata ad alcuna macchina. La dignità della vita è un valore intrinseco.

Questo il pensiero del Movimento dei Focolari.

Leggi qui l'approfondimento



sabato 6 dicembre 2008

Trento, 7 dicembre 1943

Il 7 dicembre ricorrono sessantacinque anni dalla la nascita a Trento del Movimento dei Focolari. Quel 7 dicembre 1943, Chiara Lubich, allora poco più che ventenne, quando pronuncia il suo sì per sempre a Dio, è sola.
Non si poteva immaginare allora la fecondità che ne è scaturita. Ora sono milioni le persone di ogni età, categoria sociale, lingua, razza, e credo che in tutto il mondo, in 182 paesi, sono impegnate a suscitare ovunque brani di fraternità per contribuire a comporre in unità la famiglia umana che oggi più che mai aspira alla pace.

Nel video il suo racconto

giovedì 20 novembre 2008

Istituto Universitario Sophia


Verrà inaugurato il 1° dicembre prossimo a
Loppiano (Incisa Valdarno - Firenze) alle ore 10.00, l’Istituto Universitario Sophia (IUS), il nuovo centro accademico fondato da Chiara Lubich.
Lo IUS punta a formare giovani preparati ad affrontare la complessità del mondo odierno; ad offrire un approccio antropologico che inquadra le rispettive specializzazioni in una visione relazionale di ogni sapere; a favorire l’apertura al dialogo e a promuovere la crescita integrale della persona.«La novità dell’Istituto Universitario Sophia - dice il professor Piero Coda - è riassumibile nell’idea-forza dell’unità. Vuol essere un laboratorio di formazione e di ricerca in cui si riconnettono i legami profondi tra vita e pensiero, tra studio ed esperienza. È un istituto universitario che guarda al futuro, attento alle istanze che il nostro tempo offre perché l’uomo di oggi e di domani - come amava ripetere Chiara Lubich - diventi sempre più uomo-mondo».
Sono iscritti al primo anno di corso 40 studenti di 16 nazioni di 4 continenti, che hanno conseguito lauree di primo livello in una ventina di corsi diversi.