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lunedì 11 marzo 2013

Caffarra, BXVI, tenebre e Chiesa


Il cardinale Carlo Caffarra celebra una messa "pro eligendo Pontifice" a Bologna e ricorda Benedetto XVI con grande affetto. 

di MARCO TOSATTI
 Benedetto XVI ha visto lo scontro fra la luce e le tenebre: ''dentro la Chiesa e nel mondo. E ha chiamato le tenebre col loro nome. Nella Chiesa: l'immoralità e l'ambizione dei chierici; nel mondo: il rifiuto di Dio''. L'arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra è uno dei cardinali che fra qualche giorno sarà entrerà in Conclave per la scelta del successore di papa Ratzinger. A due giorni dalla fine del papato di Ratzinger ha celebrato una messa "pro eligendo pontifice", al santuario della Madonna di San Luca, proprio sopra la città, uno dei luoghi a cui la comunità cattolica bolognese si sente più vicina. ''Cristo - ha detto Caffarra nell'omelia - già conosce colui che pascerà il suo popolo, lo ha già scelto. Noi stiamo celebrando questa Eucarestia con Maria, perché ognuno di noi cardinali sia pura trasparenza alla luce dello Spirito, sia pura obbedienza alla sua mozione, sia liberato da ogni torbido motivo nell'indicare il nome dell'eletto''. L'arcivescovo bolognese ha però, soprattutto, rivolto parole devote e affettuose nei confronti del papa emerito, a cui era ed è molto vicino spiritualmente e teologicamente. ''Il nostro cuore - ha detto Caffarra - ardeva quando lui parlava del mistero di Gesù e della Chiesa: per la profondità, la semplice umanità delle sue parole. La luce semplicemente illumina, basta non chiudere gli occhi. Ed i semplici lo hanno capito e vissuto. Ma la nostra gratitudine al Signore non sarebbe sincera se non ci impegnassimo a fare nostro, sempre più profondamente, il magistero di Benedetto XVI''. Un magistero, secondo Caffarra, che si è esplicato anche nel gesto di lasciare il papato. ''Benedetto XVI - ha detto - ha continuamente reso testimonianza alla luce di una presenza: la presenza di Cristo, Signore risorto, nella sua Chiesa. Tutto il magistero di Benedetto XVI, tutta la sua vita, sin dentro al suo ultimo gesto radicale, ha splendidamente mostrato che la Chiesa è la Chiesa del Signore Gesù e che è lo spirito del Signore Risorto, vivo ed operante, che la guida''. ''Ora - ha concluso, parlando ancora della scelta di Joseph Ratzinger di continuare la sua vita raccolto in preghiera - il santo padre Benedetto XVI si è chiuso nel silenzio, si è nascosto al mondo. Noi sentiamo, in una fede più pura, che in questo scendere nel silenzio, diventa ancor più radice che nutre l'albero''.


Fonte:   lastampa.it




lunedì 11 febbraio 2013

Comunicato Stampa - 11 Febbraio 2013




Prot. 11-02

COMUNICATO  STAMPA


A tutti gli organi di informazione


Campobasso.  “Per virtude fece il gran rifiuto. Mon per viltade!” . La notizia delle dimissioni del Santo Padre Benedetto XVI, ha sorpreso tutto il mondo ed il mondo cattolico, in particolare. Sotto la protezione di Maria, nel giorno della  memoria liturgica dell’apparizione della Madonna di Lourdes e della Giornata Mondiale del Malato, l’arcivescovo di Campobasso S.E. Mons. GianCarlo Bregantini, ha accolto con lacrime e stupore la notizia durante la Celebrazione Eucaristica presso  l’ospedale civile  di Campobasso “A. Cardarelli”. Il primo pensiero lo ha rivolto a san Pietro Celestino V, santo Molisano, modello concretissimo di umiltà ed obbedienza: l’umiltà è il fondamento; l’obbedienza il compimento.
«Quando Ratzinger ha accettato di diventare Papa, lui umile lavoratore della vigna, ha accettato e portato avanti con altissima dedizione, con un coraggio incredibile superando anche le difficoltà riportando tutti i problemi degli  scandali in una direzione positiva, ha dato riposte immense al mondo, ha dato al mondo le più elevate Encicliche come la Caritas in Veritate, capolavoro di lungimiranza. Ma c’è un momento in cui il cuore cede il posto alla salute, all’età, alle difficoltà ed anche quando lo abbiamo visto meno di un mese fa insieme agli altri Vescovi del Molise,  alla Visita ad limina, è apparso dignitosamente sereno, disteso, ma stanco. Davanti alla sua coscienza come ha fatto il Papa nella sua sublime dichiarazione in latino, ha sentito due cose: la sua età con l’anzianità che  avanzava e l’altro elemento fisico e pastorale  che, per guidare la “barca di Pietro” occorre accanto al cuore ed allo zelo personale, le forze fisiche necessarie. Ammettere con onestà questo, dona a Papa Bendetto XVI, una grandezza infinita ed un esempio di Santità enorme per quello che ha fatto. Le sue udienze erano gremite di persone. La gente lo ha amato tantissimo, lo ha seguito e lo ha ascoltato immensamente. Oggi c’è gente che piange e ci si accorge che davanti a questo suo gesto la sua coscienza è altissima e la sua vita estremamente bella, piena. Benedetto XVI ha capito che bisognava obbedire la Chiesa nel 2005, quando è stato eletto e  ha obbedito, oggi, al suo cuore, la sua coscienza, nel 2013. Ma è la stessa dinamica di un uomo che obbedisce a Dio. Ecco perché è un gesto di Santità ed è un uomo che ha saputo sempre  rispondere alla voce di Dio.  Sin dall’inizio del suo mandato si è posto con grande dignità e rispetto per il suo predecessore Giovanni Paolo II per il quale guidava la più difficile delle  Congregazioni, quella  per la Dottrina della Fede.  “Per virtude fece il gran rifiuto. Non per viltade!” come ebbe a dire Paolo VI per commentare il gesto di Celestino V.
Per quanto riguarda Il futuro della Chiesa – ha detto il Presule di Campobasso - vedo molte somiglianze con quello che accadde con Celestino V che, dopo grandi pianti interiori maturò le dimissioni così come quest’uomo, Benedetto XVI. Quanto avrà pianto! Ed il suo annuncio in latino è un grandissimo gesto per  parlare al mondo. Anche Celestino V quando diede le dimissioni, organizzò il futuro del Conclave. Il 13 dicembre del 1294 diede le dimissioni ed il 24 dicembre dello stesso anno  venne aperto il conclave. Così come si farà dopo il 28 Febbraio 2013. Non per la sua viltade, come si potrebbe interpretare ma per quella virtude, che sa dare a ogni età della vita il meglio di sé, sempre pronti a servire la Chiesa, sia quando ci chiama ad operare sia quando ci richiede la sosta nel’agire. Sempre compiendo la volontà di Dio, in tutte le cose ed in tutti i luoghi. Perché in quella volontade sia la nostra pace.»


L’Addetto Stampa



BENEDETTO XVI ANNUNCIA LA SUA RINUNCIA AL MINISTERO PETRINO

Il Papa ha annunciato oggi la sua rinuncia al ministero petrino. Questa la sua dichiarazione stamani durante il Concistoro per tre canonizzazioni:  


"Carissimi Fratelli, 
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. 

Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino.
Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando.

Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. 

Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. 

Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. 

Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. 

Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio."


Per poter ascoltare direttamente la comunicazione di Papa Benedetto XVI, cliccare qui.


[Fonte: RadioVaticana]

mercoledì 16 maggio 2012

sabato 8 maggio 2010

Solidarietà al Papa

Domenica 16 maggio 2010 tutti i Gruppi, Associazioni e Movimenti cattolici saranno in Piazza San Pietro a Roma per testimoniare a Papa Benedetto XVI l'affetto del popolo cristiano (clicca qui).
La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali di Campobasso-Bojano organizza un pullman che partirà da Campobasso (orario da definire).
Per informazioni e prenotazioni: Antonella, 392 87.49.355


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Un numero telefonico per inviare un “sms” al Papa. 


È l’iniziativa della tramissione di RaiUno “A sua immagine”, legata al grande di appuntamento di preghiera e solidarietà con Benedetto XVI in piazza s. Pietro, dove i movimenti e le associazioni ecclesiali si ritroveranno per testimoniare al Santo Padre l’affetto del popolo cristiano. 
Il numero per inviare gli sms (attivo da domenica, 9 maggio) sarà 335 18.63.091. 
Tutti i messaggi saranno consegnati a Papa Benedetto XVI entro il mese di maggio. 
«È un’occasione davvero unica – dichiara Rosario Carello, conduttore della trasmissione - attraverso questo numero chiunque potrà manifestare la propria solidarietà, anche chi non sarà fisicamente in piazza San Pietro». Molti messaggi verranno trasmessi in sovrimpressione a partire dalla puntata di “A Sua Immagine” di domenica 9 maggio.


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