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mercoledì 30 giugno 2010

Il Coro dell’Università del Molise in Piazza San Pietro


Il Coro dell’Università del Molise, composto in prevalenza da Studenti Universitari, accompagnato dal Prof. Giuseppe Maiorano, delegato delle attività coreutiche dell’Ateneo molisano e Direttore della Pastorale Universitaria, ha partecipato cantando all’animazione della Veglia in occasione della chiusura dell’anno Sacerdotale, presieduta dal Santo Padre, Benedetto XVI. 
La cerimonia si è tenuta il giorno 10 giugno u.s. in Piazza San Pietro.

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venerdì 11 giugno 2010

Benedetto XVI: purificazione per i sacerdoti



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Don Michele Durante e Don Giuseppe Persico

IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE

«Un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio, è il più grande tesoro che il buon Dio possa concedere a una parrocchia, ed uno dei doni più preziosi della misericordia divina.»
San Giovanni Maria Vianney

Il Foglio Notizie e tutti i Gruppi, Movimenti ed Associazioni della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali formulano i propri auguri a Don Michele Durante e Don Giuseppe Persico in occasione dell'anniversario della loro Ordinazione Sacerdotale. Li affidano nella preghiera al Santo Curato d'Ars in quest'Anno Sacerdotale.

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mercoledì 26 maggio 2010

Don Nicola Cavaliere, Don Nicola Maio, P. Mimmo Scardigno

IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE


«A tutti voi che avete donato la vita a Cristo, desidero, questa sera, esprimere l’apprezzamento e la riconoscenza ecclesiale. Grazie per la vostra testimonianza spesso silenziosa e per niente facile; grazie per la vostra fedeltà al Vangelo e alla Chiesa» 
Benedetto XVI – Fatima, 12 maggio 2010


Il Foglio Notizie e tutti i Gruppi, Movimenti ed Associazioni della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali formulano i propri auguri a Don Nicola Cavaliere, Don Nicola Maio, P. Mimmo Scardigno in occasione dell'anniversario della loro Ordinazione Sacerdotale. Li affidano nella preghiera al Santo Curato d'Ars in quest'Anno Sacerdotale.

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lunedì 10 maggio 2010

Padre Pierangelo Casella

IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE


«L’uomo è un povero che ha bisogno di chiedere tutto a Dio»
San Giovanni Maria Vianney


Il Foglio Notizie e tutti i Gruppi, Movimenti ed Associazioni della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali formulano i propri auguri a Padre Pierangelo Casella in occasione dell'anniversario della sua Ordinazione Sacerdotale. 
Lo affidano nella preghiera al Santo Curato d'Ars in quest'Anno Sacerdotale.


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lunedì 3 maggio 2010

Padre Gaetano Iacobucci

IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE


«La preghiera è una dolce amicizia, una familiarità sorprendente (…) è un dolce colloquio di un bambino con suo Padre.»
San Giovanni Maria Vianney




Il Foglio Notizie e tutti i Gruppi, Movimenti ed Associazioni della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali formulano i propri auguri a Padre Gaetano Iacobucci in occasione dell'anniversario della sua Ordinazione Sacerdotale avvenuta il 2 maggio 1976. Lo affidano nella preghiera al Santo Curato d'Ars in quest'Anno Sacerdotale.


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lunedì 26 aprile 2010

Don Giuseppe, Don Alessandro e Don Giovanni

IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE


«Avete un cuore piccolo, ma la preghiera lo allarga e lo rende capace di amare Dio.»
San Giovanni Maria Vianney


Il Foglio Notizie e tutti i Gruppi, Movimenti ed Associazioni della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali formulano i propri auguri a Don Giuseppe Romano, Don Alessandro De Spagnolis e Don Giovanni Tramontano in occasione dell'anniversario della loro Ordinazione Sacerdotale. Li affidano nella preghiera al Santo Curato d'Ars in quest'Anno Sacerdotale.


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martedì 13 aprile 2010

Capacità di solitudine e di comunione

IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE


Pur in mezzo a frenetiche attività, il sacerdote sperimenta la solitudine. Intervista a don Massimo Camisasca.


La capacità di solitudine è una delle grandi sfide dell’età contemporanea perché riguarda tutti. Diceva Igino Giordani che «ci si può sentire soli anche in mezzo alla folla di uno stadio». E la solitudine esiste per tutti perché «è il fondo ultimo della condizione umana». Riguarda le famiglie perché come scrive lo psicologo Willy Pasini: «Si può vivere bene accanto a un’altra persona soltanto se si è diventati un "intero"». Ed essere interi significa essere una persona già completa in sé, autonoma.

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Il Sacerdote, un fratello tra fratelli

IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE


Pubblichiamo il contributo di Pina Spicciato (Ordo Virginum) per una riflessione laica nell'anno dedicato ai sacerdoti.


Il sacerdote, scelto dal Signore e inviato dalla Chiesa, di cui è figlio insieme ai fratelli, è l’uomo per gli altri. È così che Sant’Agostino amava esprimere questi concetti con le parole: «cristiano con voi, vescovo per voi», ricordando a tutti di essere il “ tramite”, l’intermediario, tra Dio e gli uomini.
Nella lettera agli Ebrei leggiamo: «Ogni sommo sacerdote, scelto fra gli uomini, viene costituito a vantaggio degli uomini nelle cose che riguardano Dio, affinché offra doni e sacrifici per i peccati» 
(Ebrei 5,1).
Sua missione fondamentale e specifica, è donare Dio agli uomini, mediante la parola annunciata e vissuta e portare gli uomini a Dio mediante i sacramenti, la parola stessa di Dio, il quale opera la salvezza indipendentemente dalla santità o dalla cattiveria del ministro. (1)


Il sacerdote nell’Antico e Nuovo Testamento
Già nell’Antico Testamento il sacerdozio occupava un posto rilevante, e il sacerdote era incaricato dei rapporti con Dio i quali rivestivano in Israele un’importanza particolare. Il sacerdozio non appare subito nella Bibbia. Per rendere culto a Dio, Abramo non si rivolgeva a un sacerdote, egli stesso esercitava per la sua famiglia le funzioni cultuali, costruiva altari e offriva sacrifici; così Isacco e Giacobbe. I primi sacerdoti nominati nella Bibbia sono stranieri: Melchisedek, re di una città cananea e sacerdote, i sacerdoti egiziani, un sacerdote madianita. Per Israele si parla di sacerdoti soltanto quando è diventato un popolo; i sacerdoti fanno il culto di Dio in nome del popolo. Secondo il Pentateuco, il sacerdozio venne affidato ad Aronne e i suoi figli. Le genealogie dei libri delle Cronache ricollegano alla discendenza di Aronne i sommi sacerdoti del tempio di Gerusalemme. Così si affermava il principio del sacerdozio ereditario che assicurava la continuità dell’istituzione. A differenza dei profeti, la cui vocazione non dipendeva dalla loro origine familiare, ma da una iniziativa imprevedibile di Dio. 
Il Nuovo testamento contiene da una parte testi che parlano dell’istituzione sacerdotale antica, dall’altra parte testi che affermano l’adempimento cristiano del sacerdozio.
Luca mostra il sacerdote Zaccaria nell’esercizio delle sue funzioni; i sinottici riferiscono che Gesù mandò un lebbroso guarito a presentarsi al sacerdote e a fare l’offerta prescritta. Negli Atti, Luca racconta che anche gran folla di sacerdoti aderiva alla fede. Gesù stesso dichiara che doveva soffrir molto da parte degli anziani, sommi sacerdoti e scribi. Per tradire Gesù, Giuda andò dai sommi sacerdoti i quali gli stabilirono trenta monete d’argento. Il ministero di Gesù non fu di genere sacerdotale, ma piuttosto profetico, predicava come avevano fatto i profeti, anche i suoi miracoli ricordavano il tempo dei profeti Elia ed Eliseo. Dopo la risurrezione, Pietro proclamò che Gesù era il profeta simile a Mosè, promesso da Dio. (2)


L’invito di pascere il gregge affidato
Con l’unico e definitivo sacrificio della croce, Gesù comunica a tutti i suoi discepoli la dignità e la missione di sacerdoti della nuova ed eterna alleanza. Si adempie così la promessa che Dio ha fatto a Israele: «Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa» (Es 19,6).
Nel corso della sua missione terrena, Gesù chiama a sé alcuni discepoli e con un mandato specifico e autorevole chiama e costituisce i dodici, affinché «stessero con lui e anche per mandarli a predicare, e perché avessero il potere di scacciare i demoni» (Mc 3, 14-15).
Il Nuovo Testamento è unanime nel sottolineare che è lo stesso Spirito di Cristo a introdurre nel ministero questi uomini, scelti di mezzo ai fratelli. Attraverso il gesto dell’imposizione delle mani che trasmette il dono dello Spirito, essi sono chiamati e autorizzati a continuare lo stesso ministero di riconciliare, di pascere il gregge di Dio e di insegnare. 
Pertanto i presbiteri sono chiamati a prolungare la presenza di Cristo, unico e sommo pastore, attualizzando il suo stile di vita e facendosi quasi sua trasparenza in mezzo al gregge loro affidato.
Significativa è l’esortazione che dà la prima lettera di Pietro: … «pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio, non per vile interesse, ma di buon animo, non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge»
(1Pt 5, 1-4).
Considerato che ogni sacerdote agisce a nome e nella persona di Cristo, fruisce anche di una grazia speciale, in virtù della quale mentre è al servizio della gente che gli è affidata, egli può avvicinarsi più efficacemente alla perfezione di colui del quale è rappresentante, e l’umana debolezza della carne viene sanata dalla santità di lui, il quale è fatto per noi pontefice «santo, innocente, incontaminato, segregato dai peccatori.» ( Eb 7, 26). Il Concilio parla di una vocazione comune alla santità che in virtù del proprio battesimo caratterizza il presbitero come «fratello tra fratelli», inserito e unito con il popolo di Dio, nella gioia di condividere i doni della salvezza. (3)


Il sacerdote, un uomo che vive per gli altri
Non si può non ricordare quello che amava dire il santo curato d’Ars a proposito del sacerdote. 
Oh, diceva, il santo, «il sacerdozio è qualcosa di veramente grande! Il sacerdote non verrà capito bene se non in cielo… Se si riuscisse a capirlo sulla terra, ne moriremmo, non di paura bensì d’amore. Egli non vive per sé, ma per voi. Il sacerdozio è l’amore del cuore di Gesù. Quando vedete un sacerdote, pensate a Nostro Signore». 
E il sacerdote Pierre Blanc ordinato ad Ars commenta che il ministero sacerdotale è qualcosa di grande per il curato d’Ars, non tanto l’uomo in sé, l’individuo, quanto per la missione che gli viene affidata. E’ la missione di dire Dio, di rivelare Dio, di donare Dio, di condurre a Dio, di far nascere in Dio. Non è al fine di essere più vicino a Dio né in vista della propria salvezza personale che un uomo decide di essere sacerdote, i preti sono per tutti i battezzati, come pure per tutti i non battezzati. L’uomo chiamato ad essere sacerdote non può rispondere in modo affermativo se non nell’amore, sarà nella vicinanza interiore e amorosa con il Signore che i sacerdoti attingeranno la forza di vivere il loro ministero. Dio è il fondamento della loro vita, la loro forza e il loro sostegno. La missione dei sacerdoti è quella di «riunire insieme tutti i figli di Dio che erano dispersi» (Gv 11,52). La missione dei sacerdoti se pur faticosa («Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla, ma sulla tua parola getterò le reti» Lc 5, 1ss) e lenta conduce alla ricerca del vero senso della vita. È una missione verso i cristiani che hanno bisogno di essere illuminati e fortificati nella loro fede, verso tutte le persone che sono alla ricerca di Dio, giovani e adulti, verso coloro, uomini e donne, che sono stati afferrati da false correnti religiose e alle quali non era ancora giunta loro la notizia di un certo Gesù di Nazareth che ha preferito versare il suo sangue rimanendo fedele al suo amore per l’uomo piuttosto che rinunciare ad amarlo. (4)


Pina Spicciato

(1) Cf. SANT’AGOSTINO, Sant’Agostino sul Sacerdozio, pagine scelte dai Discorsi, introduzione, traduzione e note a cura di Giancarlo Cerotti, Nuova Biblioteca Agostiniana, Città Nuova Editrice, Roma,1985, pagg. 34-35.
(2) Cf. A. VANHOYE, sacerdozio, in Nuovo Dizionario di Teologia Biblica, (a cura di P. Rossano, G. Ravasi, A. Ghirlanda), Edizioni San Paolo, Cinisiello Balsamo ( MI), 1988, pagg. 1387- 1388. 1392- 1393.
(3) Cf. GIOVANNI PAOLO II, Pastores dabo vobis,esortazione apostolica postsinodale. La formazione dei sacerdoti nelle circostanze attuali, edizioni paoline, Torino 1992, pagg. 27- 30. 39-40.
(4) Cf. PIERRE BLANC,Santo Curato D’Ars, Diventare santi ogni giorno, 15 Meditazioni, editore Gribaudi, Milano, 2009, pagg. 104-110.



sabato 10 aprile 2010

Padre Agostino Campanozzi

IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE


«Quanto, un piccolo quarto d’ora che rubiamo alle nostre occupazioni, ad alcune cose inutili, per pregare, gli dà piacere!»
San Giovanni Maria Vianney


Il Foglio Notizie e tutti i Gruppi, Movimenti ed Associazioni della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali formulano i propri auguri a Padre Agostino Campanozzi in occasione dell'anniversario della sua Ordinazione Sacerdotale avvenuta il 10 aprile 1960. Lo affidano nella preghiera al Santo Curato d'Ars in quest'Anno Sacerdotale.

giovedì 25 marzo 2010

Don Massimo Muccillo

IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE


«Quando le nostre mani hanno toccato degli aromi, profumano tutto ciò che toccano. Facciamo passare le nostre preghiere dalle mani della Santa Vergine, le profumerà.»
San Giovanni Maria Vianney


Il Foglio Notizie e tutti i Gruppi, Movimenti ed Associazioni della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali formulano i propri auguri a Don Massimo Muccillo in occasione dell'anniversario della sua Ordinazione Sacerdotale avvenuta il 25 marzo 2009. Lo affidano nella preghiera al Santo Curato d'Ars in quest'Anno Sacerdotale.

venerdì 19 marzo 2010

Don Giuseppe Berardinelli

IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE


«L’uomo ha una bella funzione, quella di pregare e di amare… Ecco la felicità dell’uomo sulla terra.»
San Giovanni Maria Vianney


Il Foglio Notizie e tutti i Gruppi, Movimenti ed Associazioni della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali formulano i propri auguri a Don Giuseppe Berardinelli in occasione dell'anniversario della sua Ordinazione Sacerdotale avvenuta il 19 marzo 1982. Lo affidano nella preghiera al Santo Curato d'Ars in quest'Anno Sacerdotale.

martedì 16 marzo 2010

Padre Bruno Corsetti

IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE


«Tutte le buone opere messe insieme non equivalgono al sacrificio della Messa, perché sono opere degli uomini, mentre la Santa Messa è opera di Dio».
San Giovanni Maria Vianney


Il Foglio Notizie e tutti i Gruppi, Movimenti ed Associazioni della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali formulano i propri auguri a Padre Bruno Corsetti in occasione dell'anniversario della sua Ordinazione Sacerdotale avvenuta il 16 marzo 1963. Lo affidano nella preghiera al Santo Curato d'Ars in quest'Anno Sacerdotale.



sabato 27 febbraio 2010

Don Gerardo Gennaralli

IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE


«Non è il peccatore che ritorna a Dio per chiedergli perdono, è Dio che corre dietro al peccatore e lo fa tornare a Lui»
San Giovanni Maria Vianney


Il Foglio Notizie e tutti i Gruppi, Movimenti ed Associazioni della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali formulano i propri auguri a Don Gerardo Gennaralli in occasione dell'anniversario della sua Ordinazione Sacerdotale avvenuta il 29 febbario 1992. Lo affidano nella preghiera al Santo Curato d'Ars in quest'Anno Sacerdotale.

sabato 13 febbraio 2010

Un Anno sacerdotale

Pubblichiamo l'articolo apparso nel giugno scorso su "Città Nuova", quindicinale del Movimento dei Focolari, a firma di Aurelio Molé


IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE

Un anno speciale dedicato ai preti di tutto il mondo. Tra nuove sfide e speranze.

Preti pedofili o omosessuali, il parroco che scappa con l’amante, il vescovo che ruba dalla cassa della Chiesa. Il circuito mass mediatico mondiale è assetato di notizie negative sul mondo dei sacerdoti. Perché? Forse perché, anche solo inconsciamente, si è sedimentata nella nostra cultura l’idea del sacerdote come uomo perfetto. Motivato, certamente, anche dall’esempio costante nei secoli di ecclesiastici esemplari per condotta e virtù. Il sacerdote nell’immaginario collettivo resta colui che più si dovrebbe avvicinare ad essere l’imitazione reale di Cristo.


Per questo stridono ancor più e fanno notizia quei relativamente pochi sacerdoti che sono coinvolti in gravi situazioni immorali o delittuose. Semplicemente, non ce lo aspetteremmo. Le notizie strillate dalle cronache allentano, però, le maglie della fiducia della gente verso la figura del sacerdote e un’istituzione, la Chiesa, che spesso rimane l’unica certezza in un mondo, soprattutto nel vecchio continente, alla deriva verso un declino, forse inesorabile, egemonico e culturale.
I dati statistici, del resto, confermano che, sebbene la presenza dei cattolici nel mondo resti pressochè costante al 17,33 per cento (dati aggiornati al 2007), il calo delle vocazioni sacerdotali si presenta, in modo particolarmente pronunciato, nel cosiddetto Primo mondo. In Europa è avvenuta una diminuzione del 6,8 per cento, in Oceania del 5,5 per cento e in America la situazione è stazionaria, così come in Italia. Si rilevano degli aumenti delle vocazioni solo in Africa e in Asia, rispettivamente del 27,6 e del 21,2 per cento. Ne risulta nel complesso una crescita numerica dei sacerdoti a livello mondiale (da 405.178 nel 2000 a 408.024 nel 2007) che però non deve ingannare.

Siamo di fronte - scrive Giuseppe De Rosa di Civiltà cattolica - a «una tendenza che difficilmente cambierà di segno nel futuro, dato il crescente secolarismo esistente nel mondo moderno, la crisi della famiglia rimpicciolita che non riesce più a trasmettere ai figli i valori cristiani e umani che possono disporre i giovani all’ascolto della chiamata al sacerdozio, e anche la rarefazione di figure sacerdotali che possano costituire un modello di vita».
Le conseguenze appaiono evidenti sulla qualità della vita dei sacerdoti e delle relazioni tra di loro e con le comunità. Molte parrocchie, in Europa e in America, restano senza preti. Si moltiplica il lavoro «con notevoli difficoltà per la propria vita spirituale e culturale». Con il rischio che la vita del prete si riduca a una serie di funzioni sacre senza rapporti profondi con i suoi prossimi.
Questo è un po’ lo scenario che i massmedia rischiano di far passare riguardo alla realtà dei sacerdoti che, pur presentando indubbiamente dei deficit, non può essere ridotta a questi aspetti. Ci sono esperienze di vita, di rapporti a livello ecclesiale e sociale che non vanno dimenticati, ma anzi messi in luce, memori del proverbio africano: «Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce».

È su questo sfondo che si colloca l’annuncio dell’Anno sacerdotale fatto da papa Benedetto XVI, un anno speciale non solo per i preti ma per tutta la Chiesa in occasione del 150° anniversario della morte di san Giovanni Maria Vianney, il Curato d’Ars, con lo scopo di pregare e riflettere oggi sulla bellezza e l’eccezionalità della vocazione al sacerdozio. «Dio - scrive il papa - è la sola ricchezza che, in definitiva, gli uomini desiderano trovare in un sacerdote». E Gregorio Magno, uno che se ne intende, diceva che "l’arte delle arti" è la capacità di condurre a Dio le persone affidate al nostro servizio. L’anno avrà la sua apertura ufficiale il 19 giugno prossimo.
La missione del sacerdote andrà nuovamente declinata nella dimensione ecclesiale, comunionale, gerarchica e dottrinale. Quattro aspetti intimamente correlati che suggeriscono l’dea di un’identità da rimettere in luce.

In quest’ottica sarà sostanzialmente un anno positivo e propositivo, «in cui la Chiesa - scive il card. Claudio Hummes, prefetto della congregazione del Clero - vuol dire innanzitutto ai sacerdoti, ma anche a tutti i cristiani, che è fiera dei suoi sacerdoti, li ama, li venera, li ammira e riconosce con gratitudine illoro lavoro pastorale e la loro testimonianza di vita». Nella stragrande maggioranza, infatti, siamo testimoni, nella quotidianità della nostra vita, che i sacerdoti «sono persone molto degne», impegnate con grandi sacrifici personali e grande generosità verso tutti gli uomini e le donne.
Per questo Città nuova sarà impegnata a seguire le varie fasi di questo anno, mettendo in rilievo esperienze significative, quel "nuovo" che lo Spirito non manca di suscitare, riscoprendo i segni di speranza per la Chiesa e per l’umanità.


La sola ricchezza del sacerdote

L’iniziativa del papa è senz’altro dettata dalla difficile situazione che il prete vive oggi sulla sua pelle, nella Chiesa e nella società. E ciò nonostante le preziose indicazioni del Vaticano II e di quanto ne è seguito. Perché?, viene da chiedersi. La crisi appare infatti profonda e con consistenti conseguenze a medio e lungo termine.
La risposta non è né immediata né semplice. È tutto il popolo di Dio, nella ricchezza e varietà delle sue vocazioni e dei suoi compiti, che paga i costi dell’esodo da un modello di Chiesa pensato per una determinata situazione storica che ormai ha fatto il suo tempo. Il Vangelo – è vero – è sempre nuovo e sempre contemporaneo a ogni momento della storia: ma proprio per questo, nella fedeltà al suo inalterabile Dna e ai preziosi guadagni della tradizione, è necessario aprirsi disarmati, qui e adesso, al soffio dello Spirito per capire dove andare e come fare.
Ciò, ripeto, vale in primo luogo per l’intero popolo di Dio: di cui i preti sono un’espressione qualificata come lo sono gli altri carismi e ministeri nella Chiesa. E forse è proprio questo il punto – spirituale, teologico, pastorale – che occorre mettere a fuoco quest’anno. Nella luce dell’autentico e ancora attualissimo messaggio del Vaticano II e insieme sapendo leggere e sapendo far fruttificare per la vita di tutta la Chiesa quelle iniezioni di luce e di energia vitale che certo non sono mancate, in questi ultimi decenni, nella sua esperienza.
La questione, a ben vedere, non è quella – perdente in partenza – di voler arginare o rimontare una crisi che, di fatto, è sotto gli occhi di tutti e che chiede qualcosa di profondo. Ma piuttosto quella di chiedere al Vangelo – che parla nella Chiesa e al mondo per il soffio dello Spirito – che cosa dobbiamo fare o, meglio, che cosa dobbiamo essere per accogliere e testimoniare il dono di Dio.

Indicendo un “Anno sacerdotale”, Benedetto XVI ha detto infatti a chiare lettere che «Dio è la sola ricchezza che, in definitiva, gli uomini desiderano trovare in un sacerdote». Ciò diventa realistico – oggi – quando il prete si rende testimone credibile di quella presenza di Dio nella storia che è Gesù vivente e operante tra «due o più riuniti nel suo nome». Lì è la Chiesa. Espressione efficace di tutto il popolo di Dio in comunione col papa, i vescovi, i molteplici carismi dello Spirito e gli innumerevoli cammini di servizio all’uomo nella vita di tutti i giorni e negli ambiti più diversi della vita sociale.
Solo se vissuto “in relazione”: nel presbiterio insieme al vescovo, con le altre vocazioni nella comunione della Chiesa, nella capacità del dialogo con tutti – e mai preso a sé stante o pensato in maniera verticistica – l’indispensabile e affascinante servizio del prete può tornare a fiorire e a fare storia. Sprigionando al meglio la sua specificità: guidare con autorevolezza e in spirito di servizio verso le sorgenti inesauribili dell’amore di Dio che Gesù ci offre con generosità. Come, a dire il vero, in tante forme e in tante situazioni, anche se per lo più in sordina, già oggi accade.
Piero Coda


Un anno coi Focolari

Il contributo dei sacerdoti dei Focolari si esprimerà soprattutto nelle diocesi, incrementando la fraternità sacerdotale, a cominciare dai sacerdoti più giovani e anziani e quelli in difficoltà. E’ prevista una speciale attenzione all’inizio e alla conclusione dell’anno, in collaborazione con la Congregazione per il Clero e con altre aggregazioni sacerdotali. Inoltre è in cantiere un simposio all’Istituto universitario Sophia a Loppiano sull’identità del ministero sacerdotale. In particolare si punterà a far conoscere esperienze e realizzazioni che possono indicare vie per il futuro. Come fonte d’ispirazione e di rinnovamento, l’editrice Città nuova pubblicherà quattro volumetti, uno per stagione, con 365 pensieri, gustose pillole ricostituenti, tratti dai padri della Chiesa, dal Concilio e dai papi, dai santi e da testimoni, fra cui Chiara Lubich. Il sogno è sempre lo stesso, ben sintetizzato da Toni Weber, un sacerdote svizzero scomparso venti anni fa che ha formato centinaia di sacerdoti: contribuire a «far casa ai sacerdoti», a trovare, per chi ha lasciato tutto, una nuova famiglia, radicata nella vita fraterna e di comunione tra i sacerdoti.



Preghiera per l'Anno Sacerdotale

IL FOGLIO NOTIZIE E L'ANNO SACERDOTALE


BENEDETTO XVI
PREGHIERA PER L’ANNO SACERDOTALE

Signore Gesù, che in san Giovanni Maria Vianney hai voluto donare alla Chiesa una toccante immagine della tua carità pastorale, fa’ che, in sua compagnia e sorretti dal suo esempio, viviamo in pienezza quest’Anno Sacerdotale.

Fa’ che, sostando come lui davanti all’Eucaristia, possiamo imparare quanto sia semplice e quotidiana la tua parola che ci ammaestra; tenero l’amore con cui accogli i peccatori pentiti; consolante l’abbandono confidente alla tua Madre Immacolata.


Fa’, o Signore Gesù, che, per intercessione del Santo Curato d’Ars, le famiglie cristiane divengano «piccole chiese», in cui tutte le vocazioni e tutti i carismi, donati dal tuo Santo Spirito, possano essere accolti e valorizzati. Concedici, Signore Gesù, di poter ripetere con lo stesso ardore del Santo Curato le parole con cui egli soleva rivolgersi a Te:


«Ti amo, o mio Dio, e il mio solo desiderio è di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.
Ti amo, o Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandoti piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.
Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo è di amarti eternamente.
Mio Dio, se la mia lingua non può dirti ad ogni istante che ti amo, voglio che il mio cuore te lo ripeta tante volte quante volte respiro.
Ti amo, o mio Divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me, e mi tieni quaggiù crocifisso con Te. Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti e sapendo che ti amo».


Amen.