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martedì 4 maggio 2010

Non per polemica, ma per necessità

Storie di giovani che si impegnano in favore dei propri coetanei. Ma i mezzi di informazione locale dove sono?


Riceviamo e pubblichiamo di seguito lo “sfogo” di Alessandra, responsabile diocesano di “Giovani di Azione Cattolica Italiana”. Quando accadono i fatti narrati dalla nostra amica e sorella essi ci lasciano interdetti e confusi. Tuttavia la testimonianza che riportiamo ci spinge ad impegnarci di più per una presenza che sia »sale, lievito e luce» nella società e a spenderci accanto a chi è nel bisogno e nel nostro caso ai giovani.
Con i giovani, come giustamente afferma Alessandra, ci riempiamo la bocca nelle nostre oziose giornate, quando, in salotto o al bar (poco conta), dopo “il tempo” e “la  squadra del cuore”, diamo spazio alla nostra “inutilità”.
Sono cose che non dovrebbero mai capitare … ma capitano e fanno male.
Affido le lacrime di questi giovani – già prontamente asciugate dal nostro Arcivescovo - alla Madonna in questo mese di Maggio e al cuore di voi tutti perché possiate trasformarle in preghiera.
Carmine De Camillis
Coordinatore della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali


«Caro Paolo, cari tutti del blog,
colgo l’occasione di questa e-mail, in primis, per ringraziarvi del servizio che offrite attraverso il “Foglio Notizie”: è di fondamentale importanza considerare ciò che accade in ambito diocesano, per interessarsi reciprocamente gli uni alle attività degli altri.
È per questa ragione che ho deciso di farvi pervenire uno “sfogo” personale. Potrà sembrare sciocco, ma nell’ottica della condivisione rientra anche questo. L’Azione Cattolica Giovani della Parrocchia di San Giuseppe Artigiano, quindici giorni fa, ha preso una decisione che bolliva in pentola da un paio di mesi: ha costituito un circolo sportivo, intitolato al Santo della Parrocchia.
Essenzialmente si è trattato di un’iniziativa finalizzata all’organizzazione del torneo di calcetto del 1° maggio, ma non nascondo, che nell’aria si è sollevato un certo entusiasmo e si prevedono, a breve termine, anche altre iniziative. Al fine di pubblicizzare l’evento, il giorno 29 aprile, è stata indetta una conferenza stampa, presso il salone della Parrocchia. Erano presenti i membri del circolo, il Presidente dell’Associazione di Quartiere “Campobasso Nord” ed il nostro Parroco, don Vittorio. Tuttavia, alla nostra conferenza, è mancato il soggetto più importante: la stampa. Inutile specificare che gli organi erano stati convocati a mezzo di posta elettronica a cui aveva fatto seguito una telefonata di conferma.
Ciò che più ci ha lasciati basiti ed amareggiati è stata l’indifferenza nei confronti di un’iniziativa messa in piedi da un gruppo di giovani, gli stessi che vengono più e più volte rimproverati di essere immorali, sbandati, destabilizzati da “falsi miti”, quegli stessi giovani che, quando per loro scelta o per volontà divina, non ci sono più, riempiono i minuti dei servizi giornalistici o le colonne dei quotidiani locali. È molto triste che ci si inviti a fare e non ci si accorga che facciamo.
Credimi, la mia non è polemica sterile. È solo volontà di far comprendere che i giovani non possono continuare ad essere trattati come stereotipi. I media, nel nostro mondo, hanno un potere straordinario. Ecco, volevamo “sfruttare” un po’ di quel potere per far mostrare ad altri, come noi, non peggiori o migliori, ma uguali a noi, che, se si vuole, si può e che esistono giovani che vanno in prima pagina perché hanno realizzato un progetto, che sia grande o meno, poco importa.
I giovani hanno bisogno di esempi positivi e chi meglio di un gruppo di coetanei può fornirne?
Le gioie grandi risiedono nei piccoli gesti e non poteva esserci gioia più grande dell’essere benedetti, ieri sera, nella palestra Sturzo, dopo l’incontro sulla Sacra Sindone, dal nostro Arcivescovo. Ho visto crescere nei giovani presenti una forza nuova ed una soddisfazione difficile da spiegare a parole, quella che nasce dalla consapevolezza di ricevere approvazione da quel “padre” diocesano che è, per noi tutti, esempio di amore e di virtù.


Cristo Regni.


Con immensa stima,
Alessandra Pernolino
RESPONSABILE DIOCESANO GIOVANI
AZIONE CATTOLICA ITALIANA»


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lunedì 15 febbraio 2010

Lettera alla Città del Vescovo Bregantini

Mons. GianCarlo Bregantini, arcivescovo  di Campobasso-Bojano, profondamente toccato dai tragici eventi che hanno seminato sgomento e angoscia in una Campobasso sempre più in allarme per la diffusione della droga, ha scritto una “Lettera alla città”.


Carissimi,
anche in questi giorni quel fiume di fango che avevamo visto scorrere mesi fa, torna a invadere la nostra città. La droga sta bruciando i nostri giovani. E sta sconvolgendo le nostre famiglie.
Tutta la città prova un momento di grande fatica nel vivere. Come Vescovo ne raccolgo il grido di dolore!
Questi lutti e queste ferite rivelano una crisi che si unisce sia a quella di chi sta perdendo il lavoro nella nostra regione sia a quella che attanaglia i giovani che il lavoro lo cercano e non lo trovano.
A tutte queste famiglie in lacrime esprimiamo la nostra vicinanza affettuosa e fedele.
È un dramma di tutti, poiché portiamo gli uni i pesi dell’altro. La vita è una catena. Se si spezza l’anello più debole, si spezza per tutti. Tutti precipitiamo.
Ma insieme allo sdegno e all’immenso dolore, crediamo che questa emergenza ci interpelli per un diverso modo di vivere ed educare i nostri figli.


- Cresca nelle famiglie l’ascolto Dio, soprattutto nella preghiera. Più ascoltiamo Dio più saremo capaci di ascoltarci tra di noi.
- Cresca nelle famiglie il dialogo tra genitori e figli.
- Sia rivisto il lavoro festivo, che smembra le famiglie e soprattutto strappa le mamme dalle loro case.
- Nelle scuole si parli con chiarezza di questi problemi. Ma soprattutto si presentino sempre alti gli ideali della vita. Mai abbassare i valori. Il cuore è saziato dal bene e dal bello. Per tutti. Specie per i giovani.
- Si valorizzino perciò prima di tutto le esperienze di recupero già presenti in diocesi – come la comunità di padre Lino - ma sia anche ascoltata la voce di altri testimoni, che ci aiutano a capire cosa sta succedendo. Soprattutto i genitori e gli educatori si mettano in seria riflessione. Il momento è grave. Tante cose vanno cambiate.
- Guardiamo con fiducia alle famiglie con ragazzi che hanno problemi di droga, che si sono messe insieme, per un “gruppo di autoaiuto”. Senza inutili pudori e senza veli, queste famiglie ci stanno insegnando ad essere sinceri, a non chiudere i nostri occhi. Ma ad imparare dai nostri errori e limiti.
- La politica stessa ascolti queste famiglie, si faccia carico concretamente degli urgenti e gravi problemi che esse denunciano e impari da loro.
- Chi sa, parli, con coraggio, per fare muro al male tutti insieme.
- Bello sarà se riusciamo a creare un gruppo di “operatori di strada”, che possano, ben preparati, farsi presenti nei luoghi della città dove la morte è venduta. Occupare cioè la città in tutte le sue dimensioni! Stare con i ragazzi e le ragazze. Stare con loro. Questo sia il nostro compito di preti e di educatori.
- La Quaresima che si sta avvicinando ci aiuti a cogliere il messaggio di cambiamento che la realtà ci chiede e ci impone. In tutti e per tutti. Con una vita più sobria, meno consumismo, più sacrificio, più volontariato. Perché la sofferenza è l’unica strada che matura i nostri giovani. E la sofferenza redime. "Guai a chi è sazio, arrogante, sicuro di sé, presuntuoso!", ci dice Gesù nel vangelo di questa domenica. Beato invece chi incontra il dolore e lo sa valorizzare.


Dio benedica i nostri passi. Ci stia vicino. Soprattutto dia prospettive nuove e nuovo vigore a chi è immerso nel dramma della tossicodipendenza e alle loro famiglie.


Con forte condivisione del dolore di tutti, in rinnovata speranza
+ p. GianCarlo, Vescovo


Campobasso, 14 febbraio 2010