lunedì 22 febbraio 2010

La scelta preziosa di Celestino V

II Passo: La scelta preziosa


Puntate precedenti:
I dieci passi della fedeltà
Vocazione e Formazione in Celestino V


Di Ylenia Fiorenza


Come abbiamo cercato di decifrare nel I dei X passi della fedeltà, vocazione e formazione sono due dimensioni fondamentali e congiunte nell’esistere di Celestino V. Ed è insieme che esse compongono il bozzolo di quella che è, al di sopra di tutto, “la scelta preziosa”, che ora rintracceremo tra le righe della storia di questo Papa. È quella che racchiude in sé tutte le altre scelte, secondarie nella scala del principio di “comunione di volontà”, dove l’uomo è chiamato ad unire la propria volontà a quella di Dio, per comporre il disegno d’amore pensato da Dio stesso per tutti i suoi figli in Gesù Cristo. Spazio aperto senza confini è, allora, il cuore di chi, come Pietro da Morrone, è alla ricerca di un sogno dal sapore reale, senza scadenze. E non riguarda che quel “SI” deciso, mai statico, esaustivo, perché non è fuga né istinto, bensì una promessa che non si lascia avvincere dall’ozio né intrappolare dalla tentazione di sentirsi già arrivati, già sicuri di aver capito tutto fino in fondo. 


Pietro si trova di fronte a se stesso, da solo con se stesso. E non servono presentazioni o codici relativi alla sua anima, perché non v’è nessuno ora lì a guardarlo, ad ascoltare quel moto interiore che sta prendendo sempre più corpo dentro di sé. Ma c’è una voce, quasi impercettibile, che lo penetra fin nel profondo, dove neanche lui forse era finora arrivato col suo esame di coscienza. Una voce particolare, mai udita prima, che si fa domanda e risposta insieme; che sussurra al suo cuore battiti di pace e di salvezza, che non si possono afferrare, perché non lasciano il tempo di abbrancare nessuna parola o espressione per definirla, registrarla e renderla fisica. 


È una voce che trapassa l’anima come una folgore cocente, che attraversando l’intimità si fa percepire, come se volesse dimorare unicamente dentro, lievitare nel silenzio, nella riservatezza, per poi esplodere, sgorgare a fiotti dentro la vita di chi si vuol fidare del suo approdo. Inaspettata si introduce nell’estrema tensione del cuore, e inizia a svelarsi lentamente, come una musica che va componendosi di lacrime e di brividi estatici. E si riversa, danzando, nel vigore della coscienza, dentro la quale tutto trova riparo ma non sempre approvazione, come nel caso più triste riportato nella Sacra Scrittura: “Caino, dov’è tuo fratello?”. Ci sono, infatti, voci che mordono altre che baciano; e tutto dipende dal coraggio di rispondere con tutta la persona, e i tempi della vita, che comprendono il passato, il presente e il futuro: “Eccomi, Signore!”. La scelta preziosa non è altro che un desiderio incessante, che mai smette di cercarsi e di ritrovarsi, di sperare e di conquistarsi. E quando, soprattutto, le rime dell’ordinarietà paiono sconnesse, ormai sfibrate, necessita trovare quella nuvola di serenità che le plasmi in armonia nel cielo così immenso, che indichi e si orienti completamente verso la meta sospirata. 


Pietro è questa nuvola candida, che tuffata nella vastità dell’azzurro, cerca di seguire la meraviglia che lo attira, che lo interpella, che lo ispira a correre in quella precisa via che è l’Amore. La scelta preziosa è qui, nell’Amore, che giace in tutto il suo splendore: nel voler sentirsi amati, nel voler amare, col desiderio di scoprirsi tali e cercare di dirlo al mondo intero con il modo, la forma che Dio suggerisce a mò di sospiro, per non essere invadente, né avvertito come dominatore del destino. E il Vescovo nel suo Messaggio, offre la parola chiave per comprendere il significato che concerne la scelta preziosa in Celestino V ed è proprio l’ “intravedere”. E ce lo dice così: «Se uno ama, vede una spiga nel seme che muore! È lo stile dell’intravedere, di attesa fiduciosa, frutto di intenso amore alla Vita, perché guardando te, scopro la mia umanità… Ricordate che siamo tutti fatti della stessa natura e che nessuno è già perfetto. Aspettati dagli altri ciò che tu dai loro per primo. Fai scelte leali, che non nocciano alcuno. Se pensi al bene dell’altro, troverai la misura per raggiungere anche i traguardi onesti, costruiti sulla roccia.»


Ogni sguardo lanciato oltre i limiti, oltre le cose, è sicuramente uno sguardo che ha il coraggio di intravedere, di mirare all’essenza, oltre l’apparenza, di spingersi  al di là del seno nero della notte, perché si sa protetto da quella voce nascosta e diffusa per l’anima. Voce che gli ricorda in cosa consiste il miracolo della bellezza: che ogni cuore possiede un frammento di luce infinita divina. E che dentro una scelta di valore brilla e risplende quel tesoro che ha il nome di “Gratutità”, con cui Dio ci rivela l’eternità ardente del suo amore. E di giorno in giorno, come Pietro da Morrone, la si scorge sempre più ricca, più auspicabile e più misteriosa, quando ci si specchia in chi ci sta accanto, con l’umiltà frapposta tra realtà ed ascesi, nel gioco beato delle capriole della Verità abbracciata alla Libertà, nel riconoscere e leggere le cose per quelle che sono, e semplicemente amarsi per quel poco, ma di prezioso che si è.


(continua)

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